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INCONTRI DI LINEA TRASVERSALE

 

Giugno 1995 Scilla (Italia)

“I Incontro di Linea Trasversale”.

Organizzato da Claudio La Camera.

 

Ottobre 1995, Bova Marina (Italia)

“II Incontro, Postcards ”.

Organizzato da Maria Pia Battaglia (Teatro Maschere Vere).

 

Dicembre 1995, Avezzano (Italia)

“III Incontro di Linea Trasversale.”

Organizzato da Gabriele Ciaccia (Teatro dei Colori).

 

Maggio 1996 Monza (Italia)

IV Incontro: Transizione”.

Organizzato da Water Orioli e Roberto Motta (Teatro della spontaneità).

 

 

Giugno 1996 Scilla (Italia)

V Incontro: Echi di terra”.

Organizzato dal Teatro Proskenion all’interno  dell’Università del Teatro  Eurasiano.

 

Agosto 1996, Aspromonte (Italia)

VI Incontro: Miti”.

 Organizzato da Claudio La Camera (Teatro Proskenion).

 

Dicembre 1996 (Malta)

VII Incontro: Isole”.

 Organizzato da Benno Plassmann e Pippa Hill

in collaborazione con il progetto xHca, Università di Malta.

 

Giugno 1997, Scilla (Italia)

VIII Incontro: Apprendere ad apprendere”.

 Organizzato dal Teatro Proskenion all’interno

 dell’Università del Teatro Eurasiano”.

 

Ottobre 1997  Lipari (Italia)

“IX Incontro:Verso Ayacucho”.

 Organizzato dal Teatro dei Naviganti di Messina.

 

Aprile 1998, Pedro Leopoldo (Brasile)

X Incontro: Ethos e sopravvivenza”.

Organizzato da Dimir Viana (Teatro dos Meninos)

In collaborazione con Prefeitura di Pedro Leopoldo.

 

Ottobre 1998, Colico (Italia)

“XI Incontro: Inganni”.

Organizzato da Walter Orioli e Roberto Motta

(Teatro della Spontaneità).

 

Maggio 1999, Pedro Leopoldo (Brasile)

“XII Incontro, Panaceia Teatral. Individui, gruppi e territori”.

Organizzato da Adelaide Cristina Nascimento de Oliveira in collaborazione con il Teatro dos Meninos e Panaceia Teatral.

 

Giugno 1999, Scilla (Italia)

“XIII Incontro: Drammaturgia dell’incontro”.

Organizzato dal Teatro Proskenion all’interno dell’ Università del Teatro Eurasiano.

 

settembre 1999, Colico (Italia)

XIV Incontro di Linea Trasversale: Percorsi”.

 Organizzato da Walter Orioli e Roberto Motta (Teatro della Spontaneità)

 

Febbraio 2000, Glasgow (Scozia)

“XV Incontro di Linea Trasversale: “A monster hunt”.

 Organizzato da Benno Plassmann e Pippa Hill (Actors in Transit).

 

Aprile 2000 Pedro Leopoldo, (Brasile)

“XVI Incontro Panaceia. La cena dell’invisibile”.

Organizzato da Adelaide de Oliveira in collaborazione con Teatro dos Meninos.

 

Giugno 2000, Calabria (Italia)

“XVII Incontro “Anthesteria”.

Organizzato dal  Teatro Proskenion.

 

Dicembre 2000, Holstebro (Danimarca)

“XVIII Incontro:Follia.”

Organizzato da Valerio Apice (Teatro Proskenion)

In collaborazione con Odin teatret.

 

Giugno 2001, Scilla-Caulonia (Italia)

“XIX Incontro: Viaggio nel teatro del confine.”

Organizzato dal Teatro Proskenion all’interno dell’Università del Teatro Eurasiano.

 

Maggio 2002, Aarhus (Danimarca)

XX Incontro:Lo spazio multiculturale”.

 Organizzato da Tatiana Chemi in collaborazione con

Kulturministeriets Udviklingspulje, Arhus kommune.

 

Giugno 2002, Scilla (Italia)

“XXI Incontro

 Organizzato dal Teatro Proskenion

all’interno dell’Università del Teatro Eurasiano.

 

ottobre 2002, Belmonte (Italia)

XXII Incontro:Rifugi d’aria

Organizzato da Paola Scialis (Teatro i Frati).

 

Giugno 2003, Scilla-Caulonia (Italia)

“XXIII Incontro: Teatro tra macerie e barricate”.

Organizzato dal Teatro Proskenion, all’interno dell’Università del Teatro Eurasiano.

 

Marzo 2004, Pedro Leopoldo (Brasile)

“XXIV Incontro: Teatro tra vocazione e rifiuto”.

 Organizzato da Dimir Viana (Teatro Albatroz).

 

Maggio 2005 (Georgia)

XXV Incontro: Dream Builders

Organizzato da Benno Plassmann e Pippa Hill (The Working Party).

 

Novembre 2005, Pedro Leopoldo (Brasile)

“XXVI Incontro: Principi e maestri”.

 Organizzato da Dimir Viana (Teatro Albatroz).

 

 

Novembre 2006, Nova Lima (Brasile)

“XXVII incontro: Labirinti”

Organizzato da Dimir Viana (Teatro Albatroz)


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DIARIO DI LINEA TRASVERSALE

Il diario di Linea Trasversale.

 

Di seguito riportiamo l'introduzione al libro di Linea Trasversale, uscito a novembre e curato da Claudio La Camera. Il libro è la prima pubblicazione della "Collana Scavalcamontagne", a cura di Claudia Brunetto.

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Un giorno d’estate a Scilla mi ritrovai con Claudio La Camera a parlare della biografia degli uomini e delle donne di teatro, di come il filo rosso della vita personale di ciascuno costituisse il fondamento imprescindibile dell’identità della loro vita teatrale, delle loro scelte, delle loro motivazioni, dei loro principi e dei loro maestri.


Pensavamo soprattutto al teatro che conosciamo più da vicino, lui come regista e anima del Teatro Proskenion, io come spettatrice itinerante e morbosamente tendente allo scavo archeologico del mistero teatrale. Un teatro sotterraneo che con un salto agile della memoria richiama la realtà che Eugenio Barba scopriva, ormai trenta anni fa, con il manifesto del Terzo Teatro.


Ci siamo chiesti che cosa sia oggi il teatro sotterraneo, quali siano i suoi meccanismi di sopravvivenza, la sua incidenza nell’universo teatrale e se ci sia un denominatore comune fra realtà geograficamente distanti, ma riconducibili alla parola “sotterraneo”. Un aggettivo che può diventare un contenitore vuoto o al contrario può essere utilizzato come uno dei tanti evocativi sinonimi del teatro marginale, autodidatta, etico e superfluo di cui si nutre la nostra contemporaneità.


Da queste domande e dalla volontà di tracciare una biografia del teatro sotterraneo partendo dalla nostra personale esperienza è nata l’idea di questa collana, pensata come una sorta di appunti pubblici, di riflessioni in divenire, nate dal confronto e dall’incontro con realtà teatrali, luoghi e mestieri sotterranei perché lontani dall’ufficialità e spesso difficilmente riconoscibili e rintracciabili.


lI nome “scavalcamontagne” si ricollega alla leggenda degli attori itineranti che affrontavano lunghi e difficili viaggi da un paese all’altro, per proporre spettacoli nelle piazze, per le strade, quasi mai in teatri veri e propri, ma in luoghi trovati per caso e allestiti per la scena. Il termine caro agli addetti ai lavori per indicare compagnie di teatranti animati dalla passione e dalla necessità del mestiere che vivevano nei loro teatri ambulanti, i famosi “carri di Tespi”, è diventato per noi una metafora poetica, ma anche un riferimento concreto legato al sacrificio, al dispendio di energie, alle relazioni umane, alla forza di andare avanti nonostante la precarietà dei mezzi, al valore del teatro al di là dello spettacolo che caratterizzano la vita del teatro sotterraneo.


La collana si propone come un ponte di comunicazione e di baratto fra i protagonisti di questa realtà teatrale partendo dall’attività di gruppi e compagnie, dalle annotazioni di quella particolare tipologia di spettatore che viaggia con il teatro e nel teatro, dall’incontro con maestri,  allievi, attori, registi, drammaturghi, storici e studiosi e intende avviare, attraverso il presente, alcuni approfondimenti sui nodi fondamentali del Novecento teatrale.  

 

 

Claudia Brunetto



.

Un'alleanza di gruppi
Linea Trasversale: un’alleanza di individui, gruppi e territori.
a cura di Claudio La Camera

Linea Trasversale nasce nel 1995, in un piccolo paese del sud Italia, durante un laboratorio teatrale organizzato dal Teatro Proskenion e diretto da Eugenio Barba e  Julia Varley alla presenza di registi e attori provenienti da diverse parti d’ Italia. In quell’occasione proposi dei successivi incontri e chiamai questo gruppo itinerante di studio “Linea Trasversale”.

La mia intenzione era focalizzare l’attenzione del lavoro collettivo sull’incontro e scambio di esperienze piuttosto -e non soltanto-  sullo studio di metodi o modelli di lavoro. Era dunque uno sforzo che andava contro una tendenza piuttosto diffusa di una molteplicità di laboratori diretti ad insegnare teatro attraverso la proposizione delle metodologie più ricercate del momento.


Partecipando  a vari di questi laboratori e osservando le dinamiche connesse all’apprendimento del teatro, mi accorsi infatti che esisteva una grande esigenza di confronto delle diverse identità professionali e scambio di informazioni. Il problema si poneva sia per il principiante che, alla ricerca di un percorso di apprendistato, rischiava di perdersi in mille modelli-maestri senza riuscire a costruire una propria disciplina di lavoro, sia per chi, dopo anni di attività, cercava ancora un proprio stile in cui specializzare la propria esperienza. Sia ancora per coloro che studiavano il teatro non ritrovandosi in nessun ruolo convenzionalmente stabilito al di fuori dell’attore o del regista.

All’inizio del suo operato  Linea Trasversale svela dunque una realtà di soggetti teatrali orfani: registi senza attori, attori senza gruppo, studiosi che non si identificano in nessun ruolo. La parola chiave che li accomuna è la solitudine, la condizione in cui vivono il loro teatro. Per questo motivo decisi di definire questi eventi “incontri” e non festival o rassegne. Gli incontri come ha giustamente sottolineato Maria Ficara, co-fondatrice di Linea, creano immediatamente un luogo in cui si riuniscono diversi monologhi, racconti di esperienze e percorsi di apprendimento di ognuno di questi
“orfani”, e nasce la tentazione di trasformarli in dialoghi.


La trasformazione del monologo in dialogo è il primo passaggio importante
per capire come è possibile apprendere il teatro.


Non esistendo un modello universalmente valido per il mondo teatrale, e considerato quindi che le stesse scuole o accademie, perlomeno nell’esperienza culturale italiana e di molte altre nazioni europee, rappresentano uno dei tanti modelli del mestiere teatrale, un aspetto determinante dell’apprendistato è quello che si forma come percorso individuale di autodidatta. Per questo motivo, se una parte della formazione riguarda le cosiddette scuole dei grandi maestri, l’altra riguarda sicuramente una lenta opera di confronto continuo con le altre esperienze e con le proprie acquisizioni teoriche.

Difatti le stesse teorizzazioni del fare teatrale possono soltanto seguire e non precedere la pratica. In teatro, la capacità e la possibilità di agire supera di gran lunga la capacità di prevedere e quindi di teorizzare.

Il teatro è un universo non specializzato e non specializzabile. La pretesa di separare concettualmente i molteplici strumenti a cui il teatro è legato in maniera organica denuncia una visione ristretta dell’arte. Il teatro non si serve di questi strumenti ma è composto organicamente da essi.

Il teatro non è terapia, non è politico, non è sociale, non è di ricerca: è tutto questo insieme.


.
TEATRO EURASIANO 2002
Poesia
A LINEA TRASVERSALE

…perché la ragnatela è più bella della farfalla che non cattura.


Esiste un volto chiaro e riconoscibile del teatro
e lo incontriamo ogni giorno nelle pagine dei giornali.
Lì è incorniciato il fuoco d’artificio degli spettacoli,
dove avvengono, come colpiscono, le  ambizioni, i progetti e i risultati,
la funzione sociale che sognano, i criteri di chi li osserva,
il potere e la gloria, l’indifferenza.
      Esiste anche un volto nero e sfuggente del teatro,
come un sentiero che si dirama e si ritrova, senza meta;
come un emigrante che torna nella sua terra e vi vive da straniero;
come gli occhi che guardano il mare e vedono il deserto;
come lo straniero che scende dal treno, non riconosce nulla
 e dice: “questa è casa mia”;
come chi tace perché non acconsente.
Come una lenza che pesca senza l’arma dell’amo,
così è per me Linea Trasversale. 

Eugenio Barba


Gruppo di lavoro eurasiano 2007
Il "Mondo di Linea (dis. di Alessandra Morgante)
La Trasamazzonia (incontro di Linea 1998)
Ginevra Sanguigno
NIno Racco (incontri di Linea in Scozia)
Incontro di Linea in Danimarca
Incontri di Linea in Danimarca
Benno Plassmann, Pippa Hill
INCONTRO DI LINEA ALDEIA APINAGE'

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